Mirtilli

Azienda Agricola

Il mirtillo gigante Americano specie Vaccinium corymbosym è una pianta a portamento cespuglioso appartenente alla famiglia delle Ericacee. Questa pianta ha origine dal più comune mirtillo selvatico Americano.

Viene coltivato principalmente in zone di pianura e collinari, in luoghi riparati dai forti venti. Nel nostro paese la coltivazione di questa specie è ormai diffusa in tutte le regioni da nord a sud.

La pianta è a portamento cespuglioso-arbustivo in particolare questa specie può avere altezze che vanno dal metro ai 2,3 metri, l’estensione è variabile da 1 a 1,8 metri.
Il mirtillo gigante è autofecondo ciò significa che la pianta porterà frutti anche coltivando un singolo individuo. Tuttavia una coltivazione di più esemplari assicura una miglior impollinazione e sicuramente una maggior produzione di frutti.

L’apparato radicale è molto superficiale, dotato di corti fittoni principali e di molte radici secondarie di piccole dimensioni che si estendono prevalentemente in larghezza. Data questa sua caratteristica il mirtillo può trovare giovamento da una buona pacciamatura che tra l’altro limita la traspirazione di acqua dal terreno.

La fioritura del mirtillo avviene in primavera, i fiori di colore bianco appaiono sulle ramificazioni raccolti in corimbi. I frutti sono delle bacche di colore viola scuro o blu ricoperte da una patina cerosa di colore biancastro, a seconda della varietà possono avere delle grandezze differenti, in media hanno un diametro di 1cm.

Dopo l’impianto il mirtillo inizierà ad essere produttivo intorno al terzo o quarto anno di età, nei primi anni infatti si assisterà per lo più ad una crescita della vegetazione che potrà essere guidata tramite potature.

Per l’esposizione il mirtillo necessita di un posto molto illuminato, sono tollerate posizioni soleggiate a mezza ombra purché con una luminosità elevata. Le piante di mirtillo necessitano di una vernalizzazione di durata variabile dalle 4 alle 7 settimane ad una temperatura al di sotto dei 7 gradi. La pianta è molto rustica e sopporta bene temperature anche di -15 gradi.

Tecnica di impianto

Il mirtillo gigante non necessita di sostegni e può essere lasciato crescere liberamente date le sue non eccessive dimensioni in altezza e soprattutto grazie alla robustezza delle sue ramificazioni.

Accorgimenti colturali

Di primaria importanza è l‘umidità del terreno che non deve risultare mai secco soprattutto per lunghi periodi. Per non incorrere danni in seguito a eventi di forte evaporazione dell’acqua si può ricorrere ad una pacciamatura vegetale con foglie, aghi di pino (aumentando anche l’acidità del substrato) o materiale simile.

Irrigazione

Il mirtillo come già accennato necessita di irrigazioni soprattutto nei periodi di prolungata assenza di precipitazioni. Molto importanti infatti è lasciare il terreno sempre con un certo grado di umidità, un terreno arido a lungo potrebbe portare seri danni alle piante. Per le innaffiature si può utilizzare dell’acqua piovana o in alternativa acqua di rubinetto purché non troppo calcarea.

Concimazione

Le concimazioni che andranno effettuate nel corso degli anni dovranno sempre rispettare l’equilibrio del pH del terreno senza alterarlo verranno quindi esclusi tutti i concimi a reazione alcalina.

Se ci si appresta a coltivare il mirtillo su un terreno non dotato delle caratteristiche ottimali è opportuno assicurare ogni anno nel periodo invernale una concimazione superficiale con un concime acido, rinnovando in questo modo anche il terreno. Per i terreni già ricchi di humus e con un pH ottimale è opportuno effettuare una concimazione annuale per i primi due, tre anni con solfato ammonico utilizzando circa 100 grammi per pianta.

Potatura

Nella sua forma naturale il mirtillo si sviluppa come già accennato con la forma tipica di un cespuglio. Nei primi anni di sviluppo dopo la piantumazione delle piante si dovranno effettuare annualmente soltanto la rimozione di eventuali rami malati o secchi. In aggiunta a queste potature si eliminano i rami laterali che crescono troppo bassi, si lasceranno le ramificazioni che dipartono ad almeno 25cm da terra.
Dopo il secondo anno dall’impianto si dà inizio alla potatura delle ramificazioni più deboli lasciando quelle più vigorose che daranno forma all’impalcatura di base, si eliminano inoltre le branche e i rametti che cresceranno in modo confuso e troppo fitto. Gli altri interventi di potatura prevedono dei tagli di ritorno sul resto delle ramificazioni cercando di contenere l’espansione della chioma prediligendo lo sviluppo delle ramificazioni principali.
Questi interventi vanno effettuati nel periodo invernale.

Raccolta

La raccolta del mirtillo si effettua alle nostre latitudine dal periodo di metà aprile fino ad giugno. Questo lasso di tempo così ampio è dovuto sia dalla cultivar scelta per la coltivazione e quindi dalla sua precocità, sia dalla maturazione delle bacche che in genere avviene in modo scalare. I mirtilli vanno raccolti delicatamente dalla pianta, evitare di fare pressione su di essi e maneggiarli il meno possibile.

Esemplari ben tenuti di mirtillo riescono a produrre mediamente 1,5-2,5Kg di mirtilli per pianta.

Dopo la raccolta i mirtilli possono essere conservati a basse temperature (circa 2-3 gradi) per qualche settimana. È importante eliminare preventivamente prima della conservazione tutti quei frutti danneggiati o troppo maturi evitando così la formazione di pericolose muffe. In alternativa è possibile conservare i frutti in congelatore dopo averli racchiusi in sacchetti di plastica.

Malattie, parassiti e avversità

Il mirtillo può essere soggetto a diverse problematiche non legate direttamente a infestazioni parassitarie da parte di insetti, funghi ecc.
Terreni con un pH troppo basico o anche terreni molto calcarei possono portare a sintomi di clorosi ferrica da parte del fogliame, per risolvere questo problema è opportuno effettuare delle correzioni annuali del terreno.Animali come diverse specie di uccelli possono nutrirsi delle bacche mature, in questi casi si consiglia l’uso di reti protettive o di disturbatori acustici.

Insetti:

Tra le malattie crittogamiche più diffuse del mirtillo ci sono